Il PRETÉRITO INDEFINIDO o PRETÉRITO PERFECTO SIMPLE in spagnolo: verbi regolari

Ciao a tutti! Come state? Bentornati alla BurbujaDELEspañol. In questa lezione studieremo un altro tempo verbale del passato: il PRETÉRITO INDEFINIDO anche chiamato PRETÉRITO PERFECTO SIMPLE (passato remoto). Siete pronti?

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Il PRETÉRITO PERFECTO SIMPLE: verbi regolari

Cominciamo con questo tempo verbale e cominciamo dal suo nome. In realtà lo possiamo chiamare in due modi diversi: PRETÉRITO PERFECTO SIMPLE o PRETÉRITO INDEFINIDO. 

Noi lo chiameremo pretérito indefinido per non confonderlo con l’altro tempo del passato, vi ricordate? Il pretérito perfecto compuesto.

Poiché sono molto simili i nomi, lo chiameremo così: pretérito indefinido.

Così li differenziamo molto meglio. 

 

Come si forma il tempo verbale PRETÉRITO INDEFINIDO?

Questo tempo verbale, in realtà è uno dei più difficili in spagnolo perché ha molte irregolarità.

Ma non vi preoccupate, sicuramente capirete tutto benissimo.

Ora lo spiegheremo, ma prima prendete un foglio e una penna perché dovrete scrivere. Dovete prendere appunti.

 

Cominciamo con i verbi regolari: in questo tempo verbale, abbiamo una desinenza per i verbi della prima coniugazione, i verbi che finiscono in –AR, e abbiamo un’altra desinenza per i verbi della seconda e della terza coniugazione, i verbi che finiscono in –ER o in  –IR.

 

Prima di tutto scriviamo le desinenze dei verbi della prima coniugazione.

Un esempio… CANTAR.

CANTAR
YO CANTÉ
CANTASTE
ÉL CANTÓ
NOSOTROS CANTAMOS
VOSOTROS CANTASTEIS
ELLOS CANTARON

  

Come potete notare, in questo tempo verbale, abbiamo alcune particolarità: per esempio, l’accento nella prima persona (CANTÉe nella terza persona (CANTÓ).  

Questo accento è molto importante, perché, se non lo metto in CANTÓ diventa CANTO, che è un presente. Per questo l’accento è importante.

 

Inoltre la prima persona del plurale, CANTAMOS, è praticamente uguale al presente. NOSOTROS CANTAMOS può essere sia presente dell’indicativo che pretérito indefinido, passato.

Come li differenzio? Dal contesto. 

 

Vediamo ora i verbi in –ER e –IR.

Facciamo un esempio della seconda coniugazione, per esempio COMER.

COMER
YO COMÍ
COMISTE
ÉL COMIÓ
NOSOTROS COMIMOS
VOSOTROS COMISTEIS
ELLOS COMIERON

Con le stesse desinenze possiamo coniugare un verbo in –IR, della terza coniugazione.

Coniughiamo il verbo ESCRIBIR. 

ESCRIBIR
YO ESCRIBÍ
ESCRIBISTE
ÉL ESCRIBIÓ
NOSOTROS ESCRIBIMOS
VOSOTROS ESCRIBISTEIS
ELLOS ESCRIBIERON

 

Anche nella terza e seconda coniugazione, anche con queste desinenze, abbiamo l’accento (ESCRIBÍ, ESCRIBIÓ, COMÍ, COMIÓ). 

E anche nei verbi in –IR, la persona di NOSOTROS coincide con il presente: ESCRIBIMOS. NOSOTROS ESCRIBIMOS.

Quando? ¿Adesso o l’altro giorno? Non lo so. È uguale. 

 

Vi dico un segreto: in Spagna si sentono spesso errori in questo tempo verbale. Molte persone dicono «TÚ VIVISTES, TÚ ESCRIBISTES, TÚ COMISTES», però è un errore.

Non c’è la S alla seconda persona del singolare (COMISTE, ESCRIBISTE, VIVISTE o CANTASTE). 

 

Prima di passare ai verbi irregolare di questo tempo verbale, che sono molti, vediamo come si usa.

Molto facile: questo tempo verbale, il pretérito indefinido, è un passato che si usa per parlare di azioni passate, concluse, inquadrate in un momento temporale già conclusosi, finito.  

Per esempio: «Ayer comí pizza»; «El otro día comí pizza»; «El año pasado comí pizza». 

 

Sono tutti momenti già conclusi. Ieri è già finito; l’altro giorno è finito; l’anno scorso pure.

Questa è la chiave per usare questo tempo verbale.  

Avete capito? Sicuramente sì. 

 

Adesso vediamo alcune parole, alcuni MARCATORI TEMPORALI, espressioni di tempo, che si usano sempre con questo tempo verbale:

  • AYER
  • ANOCHE
  • EL OTRO DÍA
  • LA SEMANA PASADA
  • EL MES PASADO
  • EL AÑO PASADO
  • HACE CINCO DÍAS
  • HACE UN AÑO

Posso anche dire una data concreta, per esempio, IL 17 DICEMBRE DEL 1988.

Tutte queste espressioni si riferiscono a momenti temporali, momenti nel tempo già finiti. Per questo si usa il pretérito indefinido.

Importantissimo! Per usare il pretérito indefinido ho bisogno di sapere QUANDO avvenne l’azione.

Se non so quando, se non c’è nessun dato dentro la frase, nel testo, nella conversazione che mi dice quando.è successo, non posso usare questo tempo verbale. In questo caso uso il pretérito perfecto. 

Vi faccio un esempio affinché capiate meglio.

Posso dire: «El año pasado, hice un viaje por Argentina».

Ma posso anche dire: «He viajado por Argentina»

Qual è la differenza?

Nel primo caso ho detto quando e inoltre, il momento a cui mi riferisco, è un momento terminato, conclusosi, perché l’anno scorso è finito.

Nel secondo esempio, non dico quando, pertanto mi riferisco a tutta la mia vita in generale. La mia vita in generale non è finita, così uso il pretérito perfecto compuesto.

 

Adesso, vi racconto quello che ho fatto ieri (lo que hice ayer).

HICE è la forma indefinita del verbo haber ed è irregolare, ma questo lo vedremo più avanti.

“Ayer me desperté a las 6 de la mañana, me levanté, me duché, desayuné pan con jamón y queso y un café. Trabajé durante todo el día. Di muchas clases de español. Comí, fui a dar un paseo [FUI también es irregular] y después volví a casa .”

Come vedete, quando racconto ciò che ho fatto ieri, per esempio, non devo dire per ogni verbo in che momento è successa l’azione, perché l’ho già specificato all’inizio, basta dirlo una volta: «Ayer me levanté, me duché, me lavé».

La cosa più importante, per usare correttamente questo verbo, è chiedersi QUANDO.

E tu cosa hai fatto ieri? Raccontamelo! Scrivimelo nei commenti!

Abbiamo finito questa lezione della BurbujaDELEspañol. Oggi abbiamo imparato il pretérito indefinido o pretérito perfecto simple. Abbiamo imparato la sua forma nei verbi regolari. I verbi irregolari del pretérito spagnolo li vedremo in un altro video.

Hai appreso i contenuti di questa lezione? Prova a fare gli esercizi!

3 commenti su “Il PRETÉRITO INDEFINIDO o PRETÉRITO PERFECTO SIMPLE in spagnolo: verbi regolari”

  1. Hola, hay un error en los ejercicios.
    En la segunda frase el verbo entre parentesis ya está conjugado y, cuando lo escribimos, aparece incorrecto porque la solución es “escCRbió” sin la “I”.
    Aprovecho de este comentario para preguntar una cosa, ¿porque hay verbos en los cuales la tercera persona singular no tiene la coma?
    Por ejemplo: él puso, el dijo…
    He buscado esa cosa en Internet pero no he encotrado ninguna respuesta.

    Buenos días

    Matteo

Rispondi a Matteo Gasparotto Annulla risposta