Qual è la differenza tra le Parole Polisemiche e Omonime in spagnolo?

Nella lezione di oggi vedremo la differenza tra le parole polisemiche e le parole omonime in spagnolo.

Differenza tra le parole polisemiche e omonime

In spagnolo ci sono moltissime parole che a seconda del contesto nel quale le utilizziamo assumono un significato o un’altro.

Iniziamo dalle parole polisemiche: sono parole che hanno uno stesso significante o forma, stessi fonemi, stessa pronuncia ma che hanno un significato diverso.

Al contrario abbiamo le parole omonime: sono parole che nel passato avevano diversi significati o forma ma che, dovuto all’evoluzione della lingua, hanno finito per avere una forma identica o quasi uguale.

Come possiamo differenziarle?

Dobbiamo analizzare tre aspetti fondamentali:

  • Scrittura: Nel caso che le parole si scrivano in modo diverso, avremo parole omonime.

Attenzione! Dobbiamo tenere conto che, nonostante si scrivano uguali, si può trattare anche di parole omonime.

Esempio: “canal” con diversi significati sebbene si scrivano uguali, per questo ci troviamo davanti a una parola polisemica. Secondo il contesto nel quale si trova cambia di significato, ad esempio può riferirsi a un “canal de la televisión” o a un “canal de agua“.

  • Categoria grammaticale: Se la categoria della parola é la stessa in qualunque contesto, stiamo parlando di parole polisemiche.

Esempio: “bolsa” può avere significati diversi secondo il contesto nella quale la utilizzo, ma ha sempre la stessa categoria grammaticale. Può significare una entità finanziaria o un prodotto che si utilizza per metterci le cose dentro. In entrambi i casi é un sostantivo di genere femminili.

  • Origine etimologica: É l’origine della parola. Se l’origine é la stessa, stiamo parlando di parole polisemiche.

Esempio: “cabo“, se la cerchiamo nel dizionario ci renderemo conto che ha 22 significati differenti ma l’origine della parola é lo stesso; é una parola che deriva dal latino capot.

Parole omonime

Le parole omonime non sempre si scrivono uguali, per questo le dividiamo in due categorie:

  • La parole omografe: sono quelle che si scrivono e si pronunciano uguali.
  • La parole omofone: sono quelle che si scrivono in modo diverso ma si pronunciano uguali. Per esempio: “baca” e “vaca“.

La parole omografe sono di solito le più difficili da identificare perché si confondono con le parole polisemiche. Andiamo a vedere una serie de esempi.

La più semplice di differenza sono quelle parole che hanno diverse categorie grammaticali; in questo caso non possono essere polisemiche; quindi sono omonime.

Esempio: “vino” può essere un sostantivo che significa bevanda alcolica o può essere anche un verbo, può essere il preterito indefinito alla terza persona singolare del verbo “venir”.

Pila” si scrive e si pronuncia uguale, ha la stessa categoria grammaticale, ossia sostantivo, ma se la cerchiamo nel dizionario ci renderemo conta che ha diverse origini, perciò sono omonime. “Pila” può riferirsi a un sacco di oggetti accumulati uno sopra l’altro o possono essere una pila elettrica o può essere una pietra grande e concava che può avere vari usi.

Questo é tutto per oggi, ci vediamo nella prossima lezione per approfondire su questo tema. A presto!

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