Le PAROLACCE in spagnolo: impara le ALTERNATIVE e parla educatamente

In questa lezione impareremo una cosa importantissima. Normalmente i professori di spagnolo sono soliti insegnare lessico riferito alle situazioni comunicative più comuni come, ad esempio, fare la spesa, andare in vacanza o abiti, alimenti, ecc. Ma oggi impareremo un tipo di parole molto speciali e molto importanti, le parolacce.

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Quali sono le PAROLACCE più usate in spagnolo?

So che è un tema un po’ complicato perché anche per noi professori è un po’ violento insegnare brutte parole, parole che suonano male. Ma sono molto importanti perché, normalmente, gli spagnoli le utilizzano molto nella vita quotidiana.

Io vi insegnerò non solo el parolacce, ma anche altri modi di esprimere la stessa cosa ma senza che suoni male.

 

Iniziamo con la prima parolaccia, una che si utilizza moltissimo: “MIERDA

Questa parola, mierda, si utilizza normalmente per esprimere rifiuto e si utilizza in moltissimi modi diversi. Vediamo come:

Ad esempio, quando qualcuno, una persona, ci infastidisce o quando siamo molto arrabbiati con una persona, possiamo utilizzare questa parola con i verbi ENVIAR o MANDAR per dire a questa persona che se ne vada molto lontano. Ad esempio:

“¡Vete a la mierda!”.

Ed un’altra maniera di mandare una persona molto lontana e allo stesso tempo molto maleducata è questa: 

“¡Vete a tomar por culo!”.

E se per caso siete come me, ovvero, vi fa un po’ di imbarazzare, vi fa vergognare dire parolacce, dire brutte parole, adesso vi metto qui alcune alternative per mandare una persona molto lontano e non essere così tanto maleducato:

“¡Vete a freír espárragos!”

“¡Vete a tomar por saco!”

“¡Vete a tomar vientos!”

“¡Vete a paseo!”

Vedete? Con queste forme dico la stessa cosa di prima ma non sono volgari.

 

Un altro modo di utilizzare la parola mierda: Si può anche utilizzare con un sostantivo che rappresenta ciò che mi causa rifiuto. Ad esempio:

¡A la mierda con la mascarilla, no puedo más!

Inoltre si può anche utilizzare con il significato di niente”. Ad esempio:

“¡Me importa una mierda lo que tu pienses!”

 

In questo caso abbiamo molti sinonimi non volgari ed inoltre molto divertenti e, guarda che curiosità, quasi tutte hanno una parola che è un alimento.

Ad esempio invece che dire “¡Me importa una mierda!” posso dire:

“¡Me importa un pimiento!”

“¡Me importa un rábano!”

¡Me importa un comino!”

“¡Me importa un pepino!”

“¡Me importa un pepino lo que tu pienses!”

 

Un altro modo di utilizzare questa parolamierda è sola, come un’esclamazione, un’interiezione maleducata per esprimere qualcosa che non ti è uscito bene. Per esprimere disgusto o malessere. 

Ad esempio, quando faccio un esame e non prendo il voto che volevo: “¡Mierda!”

O

“Quiero ir a dar un paseo a otra ciudad pero no puedo porque estamos en cuarentena, ¡Mierda!”.

 

E in questo caso, se vogliamo utilizzare questa espressione ma non vogliamo risultare volgari, possiamo utilizzare l’eufemismo “¡Miércoles!”.

 

E non abbiamo solo questa parolaccia, abbiamo anche la parola “JODER”.

Questa parola la utilizziamo per esprimere rabbia o irritazione, ad esempio:

“¡Joder, se me ha quemado el bizcocho! ¿Y ahora?”

O la utilizziamo anche per esprimere stupore, ad esempio:

“¡Joder, qué guapo estás hoy! ¿No?”.

Ma anche questa parola è un po’ volgare, perciò se vogliamo evitarla, possiamo utilizzare la parola Jolín che non suona male.

 

Credo che oggi abbiamo un po’ esagerato con tutte queste parolacce, vero? Ma non vi preoccupate, se volete imparare anche un po’ di lessico sulle altre situazioni comunicative che non siano volgari, qui vi lascio i link sul lessico del supermercato, sulle vacanze o sul natale.

Hai appreso i contenuti di questa lezione? Prova a fare gli esercizi!

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