5 Cose da Vedere e Fare alle «Fallas di Valencia» (festa spagnola) | Tradizioni e Festa

    In questo video parleremo delle Fallas di Valencia, una festa tradizione spagnola, molto importante!

    Fallas di Valencia: una festa spagnola tradizionale

    Le Fallas di Valencia sono una festa culturale molto importante in Spagna. Essa si estende attualmente anche verso altre popolazioni valenzane, per diventare un’espressione simbolica dell’identità regionale valenzana. Le Fallas si festeggiano in più di 160 comuni in cui partecipano circa centomila falleros, motivo per il quale si sono guadagnate il titolo di Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità da parte dell’UNESCO. Tutti sappiamo che, quanto più conosciamo sulla cultura e i costumi di un determinato paese, più ci avviciniamo ai suoi abitanti. Per questo motivo non c’è strumento migliore che indagare sui costumi e le tradizioni per capire la sua storia e saper interpretare il presente.

    Prima di tutto è importante fare una piccola precisazione, poiché verranno utilizzate alcune parole che non coincidono con il castigliano. Ciò è dovuto al fatto che nella comunità di Valencia si parla un’altra lingua romanza, una variante del catalano che si usa solo lì: il valenzano. Per questo motivo spiegheremo il significato di ognuna di esse.

    Origine del termine «Fallas»

    Inizieremo dal nome con cui si denomina la festa: le Fallas. Il termine “Fallas”, in questo caso, non ha nulla a che vedere con le “faglie geologiche” (frattura della crosta terrestre). La parola «falla» deriva dal catalano e quest’ultima dal latino «facŭla», «torcia». Si riferisce evidentemente alle torce utilizzate per illuminare. Anche se è certo che si accendevano torce e falò in momenti di allegria e festa, ci sono ancora luoghi in cui ci si riferisce alle torce con il termine “fallas”.

    In questo modo possiamo notare che vi è una certa relazione tra i termini «falla» e «fuoco».

    Al giorno d’oggi la parola «falla» si utilizza sia per riferirsi all’«insieme di figure di carattere burlesco che, disposte su un patibolo, vengono bruciate pubblicamente a Valencia per la festa di San José» che al «periodo durante il quale si celebrano a Valencia i festeggiamenti di San José» (DLE).

    Anche se queste feste sono diventate un autentico spettacolo pirotecnico (con fuoco), comprendono persino un ampio programma di attività culturali e festive, tali come: cavalcate, musica… La festa comprende la settimana dal 14 al 19 marzo, in cui si realizza ogni tipo di attività, la maggior parte delle quali per strada.

    In cosa consiste la festa delle Fallas

    Le fallas sono costruzioni realizzate con figure «umanizzate» da bruciare. Gli elementi che compongono la falla, i «ninots» (che sono figure o bambole) vengono bruciati in occasione di quella che si definisce la cremá, che avviene il giorno di San José, 19 marzo. Si tratta di figure di vari metri di altezza: molte delle quali arrivano a superare i 30 metri.

    I ninots sono elaborati da commissioni di falleros, gruppi di persone che supportano e patrocinano la creazione di una falla. È consuetudine includere dei cartelli in valenzano che spiegano il significato di ogni scena che rappresenta la figura. I cartelli sono soliti avere un senso critico e satirico, dato che uno degli obiettivi dei falleros è quello di denunciare determinate situazioni con il proposito di realizzare parodie e caricature dei personaggi del panorama politico-culturale attuale. In aggiunta alle insegne per l’elaborazione di alcune figure, si scrive un llibret della satira che serve come guida esplicativa del contenuto della Falla.

    Le Fallas infantili misurano al massimo 3 metri di diametro e sono composte da alcune figure dall’estetica più vicina al mondo dei bambini, generalmente non mostrano temi critici.

    Ogni anno si rilasciano diversi riconoscimenti o premi in base a delle categorie o criteri, facendo riferimento al design, all’informazione contenuta, all’originalità ecc…

    I diversi atti della Falla
    • La Plantà: Erigere o montare il monumento della Falla. Si iniziano a collocare nei giorni antecedenti alla festa, dato che ci vogliono vari giorni per montare quelle più grandi.
    • L’exposiciò del Ninot: L’esposizione del monumento e/o bambola. Sono molti i Ninots che vengono presentati durante vari giorni in un’esposizione aperta al pubblico. Solo il migliore non verrà sottoposto alla cremà [rogo]: il «Ninot indultat» [graziato], scelto tramite votazione popolare. Ciononostante conviene ricordare che l’essenza delle fallas e il destino dei ninots che integrano l’esposizione è sparire sotto il fuoco, per simbolizzare la distruzione di ciò che viene criticato.
    • La Cridà [La proclamazione]: Qui è dove la Fallera maggiore rivolge un appello a tutti i valenzani e visitatori per dare inizio ai festeggiamenti. La Fallera maggiore è la maggiore rappresentante della commissione fallera di cui abbiamo parlato in precedenza.
    • Cabalgata del Ninot e la Cabalgata del Reino [la cavalcata]: Si realizza un fine settimana vicino all’inizio della settimana fallera in sé. Le figure e i carri di ogni commissione parodizzano o criticano il proprio tema. Dopo aver sfilato per il centro della città, una giuria premia la migliore commissione fallera con diversi premi, ovvero alla miglior figura, alla miglior composizione finale o alla miglior comparsa. Inoltre in questa parata viene inclusa la cosiddetta «Cabalgata del Reino» alla quale si incorpora tutto il folclore delle tre province valenzane, Alicante, Castellón e Valencia. Anche i bambini hanno una propria «Cabalgata del Ninot Infantil» e da alcuni anni le due cavalcate sfilano insieme.
    • La mascletà: Spettacolo pirotecnico. È uno degli atti più valorizzati dai valenzani, nonostante sia anche quello meno compreso dai visitatori per il continuo frastuono prodotto. Tutti i giorni alle ore 14:00, dal 1 al 19 marzo avviene uno sparo pirotecnico per attirare l’attenzione del pubblico.
    •  La despertà (La petardà): Ogni giorno con la despertà i falleros svegliano il resto del vicinato lanciando dei petardi che scoppiano quando cadono a terra. Queste usanze sono criticate dai vicini dato che a Valencia solo il 19 marzo è giorno festivo e inoltre i petardi causano fastidio ai vicini che non sono falleros.
    • Ofrenda de flores a la Virgen [Offerta dei fiori alla vergine]: È uno degli atti più conosciuti e attesi delle Fallas. La Virgen de los Desamparados [La vergine degli abbandonati], patrona della città di Valencia e della Comunità Valenzana. Ogni fallera le offre un ramo di fiori con il quale si realizza uno spettacolare arazzo di fiori a mo’ di mantello che ricopre il corpo della Vergine. La fallera maggiore di Valencia, dopo aver presieduto l’offerta dei fiori, concluderà l’atto essendo l’ultima a sfilare davanti alla Vergine.
    • La Nit del Foc [La notte del fuoco]: Avviene la notte fra il 18 e il 19 marzo, durante più di 20 minuti, migliaia di chilogrammi di polvere da sparo illuminano il cielo di Valencia, più di un milione di persone si riuniscono per ammirarlo.
    • Cavalcada del Foc [La cavalcata del fuoco]: È una cavalcata che annuncia l’arrivo del fuoco, che brucerà le Fallas. L’usanza vuole che siano i carri del dio Plutone a bruciare le Fallas. Avviene il 19 marzo di pomeriggio.
    • La Nit de la Cremà [La notte del rogo]: La cremà è l’atto finale della festa. Consiste nel dare fuoco ai monumenti falleros collocati nelle strade di Valencia e nelle proprie località il giorno 19 marzo.
    Abbigliamento tradizionale

    Per le donne era in principio un vestito da lavoro delle contadine valenzane, con il passo del tempo però si è trasformato in un abito più elegante da usare in occasioni speciali. Tra i capelli portano un fiocco nella parte posteriore e due «giranti» ad ogni lato della testa. Questa acconciatura è ispirata all’abbigliamento de La Dama di Elche, una scultura ibera di più di 2500 anni.

    Gli uomini indossano pantaloni larghi, gilet e un fazzoletto sulla testa, combinando vari tipi di cappelli.

    Critiche

    Una festa pirotecnica come questa, in cui il rumore è parte essenziale della stessa, è logico che riceva critiche e dissensi per via di certe usanze relazionate con la pirotecnica. Ciò accade soprattutto in occasione della «mascletà» e della «despertà».

    Al di là di queste critiche, la festa in sé è qualcosa di grandioso. Dichiarata di interesse turistico internazionale, in cui tanto i residenti quanto i visitatori godono e rimangono affascinati davanti ad un tale spettacolo visuale nel quale la musica non smette di farne parte.

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